Ancora una volta si riapre la discussione intorno al destino delle province interne della regione Campania: Avellino e Benevento. Stavolta, a dettare i limiti della questione è la legge, con la quale il governo intende procedere al riordino amministrativo delle province italiane per diminuire i costi dell'amministrazione statale. Non si eliminano, dunque, tutte le province, ma solo quelle che non rientrano nei parametri stabiliti.
Sarebbe una buona occasione per uscire definitivamente dalla Regione Campania. Questa aberrazione amministrativa continua, infatti, a produrre inefficienze, sprechi, ritardi, squilibri e disordini, i quali si traducono poi nell'aumento delle imposte, nella mancanza di servizi, nell'incapacità di fronteggiare le difficoltà attuali, nel consolidamento di una corruzione endemica.
Nell'arco di 40 anni, la Regione Campania ha dimostrato di non saper amministrare i territori che la compongono. Perseverare in questo errore non è solo diabolico, ma è anche l'ennesima dimostrazione dell'ottusità mentale delle attuali classi politiche.
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