Non si tratta della morte "amministrativa" della Regione Campania, ma di qualcosa di più profondo, qualcosa che riflette la condizione finale - di suicidio - di un'area che un tempo era definita "
felix" per il clima e per la fertilità del suolo. Oggi la Campania è diventata un luogo infelice, una terra sovrastata da un cupo senso di morte, percorsa da una maligna ottusità, che spinge chi la abita e chi la amministra a iniettarle quotidianamente il cancro dell'inquinamento.
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